132 UMBERTO URBANA/ • URBANI 10 conforterà ogni qual volta dovrà piangere sulle sciocchezze umane. Ma ci sono degli uomini, osserva il poeta, che-non hanno nemmeno la speranza, perchè non hanno più lagrime e la speranza fiorisce soltanto nei pianti. L’uomo senza speranza precipita sempre.* più in basso. « Non maledite » dice il poeta agli uomini » il figlio perduto; non dite: è un rifiuto dell'umanità. Abbiate compassione anche del disperato e oltre le lagrime guardate il vivo cadavere: soltanto il cielo muto sa perchè ciò avvenga talora. E come Adamo, così il suo Mosè, il suo Cristo, 11 suo poeta: sono i duci dell’umanità, sono i geni, che devono sempre pagare con la propria tragedia l’umana follìa. Per essi vale la sentenza, pronunciata da Dio a Mosè: A te che ardi della fiamma eterna degli ideali; questa fiamma fulgida sarà la tua nera morte, quando tu stesso comincerai a dubitare dei tuoi ideali. Se le « Bugarkinje *, la prima raccolta del Kra-njéevié, fanno presagire il grande futuro poeta, i « Tremiti *, il terzo ed ultimo volume, contiene canti di indubbio valore, ma non raggiunge la grandiosità delle «Poesie scelte*. 11 Kranjèevic delle « Poesie scelte » è un novello Leopardi e quello dei « Fremiti » è più cinico, più eccentrico, più isterico