SCRITTOI!! .ICG03L\VI 131 Per il Kranjéevié, il poeta è il genio, l’eroe, il condottiero, il Mosè, il Cristo dell’umanità. Nella poesia « Come nacque la speranza », il poeta ritorna ancora una volta a quel suo prediletto soggetto dei primi uomini e dell’Eden. Nei tempi remoti, narra il poeta, quando il demonio cadde dal cielo per entrare nei petti umani, quando il mondo, maledetto dall’Essere supremo, echeggiava di gemiti e Caino pregava la terra che lo ingoiasse, Iddio scese dal cielo e le miserie degli uomini gli attirarono una lagrima. Dalla lagrima divina nacque la speranza. Adamo era al colmo della disperazione. Trascinandosi dietro l’umanità, atterrò le porte del paradiso terrestre ed entrò. Adamo, alla testa della sua progenie, nella lolla per rivendicare l’origine divina e i diritti deU’umanità, gridò a Dio: «Perchè ci hai creati? Per maledirci anche il seme? Ti fa onore questa nostra disperazione? Guarda, la mia progenie richiede da te una parola. Rispondi, perchè hai crealo questa terra, questo inferno? ». Ma Dio dà in una risata e invita il povero A-damo a 'guardare indietro: la sua progenie aveva dato l’assalto ai meli dell’Eden, s’era saziata a crepapancia e russavo ndl’ombra senza preoccuparsi minimamente delle origini divine e dell’umana dignità. Dio ha compassione di Adamo: gli fa olezzare il fiore della speranza e dopo avergli raccomandato di guardarsi dalle emozioni, gli dice che quel flore