SCRITTORI JUGOSLAVI zingara, non sopravvive al crudele distacco e si uccide. Parecchi elementi mancano al lavoro dello Starilcovié per creare un dramma vero e proprio. L’azione è troppo povera e senza intreccio e senza palesi conflitti. Eppure il lavoro produce un’impressione profonda e duratura. Dal dramma, che si svolge sulle scene, come da un trasparente, trapela un dramma più ampio, di cui i protagonisti x'iepilogano la storia eterna, che popola e spopola il mondo, che innalza e avvilisce gli uomini, che bea e amareggia la vita. Nel lavoro dello Stankovic non si sente aiTatto bisogno di ciò che manca secondo i criteri convenzionali dell’arte e non si nota il ridicolo, che nella vita colpisce gli amori senili e gli amori caparbi. Jovan Skerlic, scrivendo di Kostana, disse, che l’opera è pervasa da strana poesia nostalgica. E’ la medesima poesia dei canti nazionali serbi, che estasiarono persino il metodico Goethe. In questa poesia c’è qualcosa di molle, di caldo, di profondo, di doloroso: essa esprime queU’amore, che è più forte della morte e che infine con la morte si identifica. C’è un non so che, derivante dalla molle, femminea, sensibile anima slava: è la segreta emozione di uomini, che molto soffersero e che si rinchiusero nel proprio cuore. C’è anche qualche cosa di timida sensualità, che gli slavi ereditarono dai turchi. Questa poesia è contagiosa, è inebbriante come un profumo orientale: essa ridesta nel profondo del onore sentimenti, da lungo tempo ammutoliti.