Quando nella primavera del 1915 eobi ¿’onore di tenere, davanti a un eletto pubblico romano, una conferenza sulla letteratura jugoslava, ebbi cura di rilevare particolarmente la bellezza e l'originalità della moderna letteratura, notando che se fosse tradotta in italiano un'antologia di poesie jugoslave, non dubitavo che si sarebbero svelate bellezze e originalità insospettate. Ciò che allora dissi della poesia, vate anche per la nostra novella, il dramma, il romanzo e la critica letteraria. Invece di una traduzione di opere jugoslave, cui accennavo in quell'incontro, ini tocca oggi la fortuna di presentare al pubblico italiano una raccolta di studi critici sulla nostra letteratura, persuaso che, se non direttamente, essi giovano egualmente a far conoscere al pubblico italiano i nostri scrittori. C’è un genere di critica letteraria, che analizza minuziosamente l’opera dello scrittore, l’esamina in ogni dettaglio, ne discute ogni particolare, in modo che il lettore può seguirne e controllarne il giudizio e farsi un criterio suo sul valore dell’opera. E’ la