SCRITTORI JUGOSLAVI 185 Un inno all’amore verso il prossimo, forma il « Vespero ». E’ l’epilogo del dramma. Damiano finisce la sua predica fra le penombre del tempio con le parole: «Chi ha amato, quello è l’uomo di Dio!... » E’ la sintesi della dottrina del Cristo, la sintesi del cuore umano, la sintesi dell’arte di tutti i tempi ! Se II Begovic, come lirico e creatore della moderna corrente croata, è il bardo errante per la Penisola nostra e per le sponde romano-venete della Dalmazia, come romanziere e drammaturgo, pre* ferisce percorrere la Dalmazia montana, serbo-or-iodossa. dove l’Orientp impresse più va“te orme. Solo colà il poeta ha potuto trovare tipi, simili a Krslan, e donne appassionale, ardenti, indomite, simili a Mara, che prima di spegnere le faci della passione, lottano contro tutti i destini, trascinata quasi da cieca fatalità. « Quella sera » racconta Mara a Damiano, « il piacere peccaminoso mi piegava come un vimine di salice. Ero avida e sitibonda di amore, come d’estate è sitibonda la terra di uno scroscio di pioggia... e se allora tu mi avessi presa... » E quando Damiano le osserva, che ciò non sarebbe stato lecito, prima della benedizione matrimoniale, Mara prorompe con impeto: « Si, sì, tu parli bene. Ma il sangue non chiede