SCRITTORI JUGOSLAVI 151 divano, su cui stava seduto, scoperse un cadavere, che nel gelido pugno stringeva il fiore di un girasole. . Passarono alcuni anni. Quel giovine marinaio, di nome Vitale Malipiero, pronipote di dogi, era divenuto un celebre aviatore. Da un volo intorno al-l’Africa, ritorna trionfante alla sua Venezia e dai suoi compagni è festeggiato al lussuoso Monstre-Palace-Hótel, di cui è direttore suo zio, Pietro Alvise Candiano. Il fiore della società mondiale, fra cui una autentica regina, è raccolto nel magnifico Hotel sul Canal Grande, in attesa di una magica serenata, allestita con splendore e con sfarzo da Alvise Candiano. Sul trono, innalzato sulla tolda del Bucintoro, passerà Venezia: dalle gondole, dal Bucintoro, dalle finestre e dai tetti risuonerà nel vivo sogno della notte il canto delle serenate del secolo XVIII, il canto che, al dire del Vojnovic, divenne l’eco di tutte le tepide notti sotto il ponte di Rialto: 0 Venezia benedetti no te vogio più tassar! Nel frattempo, nel hall dell’IIólel avviene il drammatico incontro di due esseri umani: il marinaio di un giorno e la ragazza di Londra si trovano uno di fronte all’altro. Miss Mag aveva chiuso Vitale Malipiero nel satollino per far cadere su di lui i sospelti di un grave misfatto, da lei perpetrato. Quella ragazza aveva ucciso il proprio fidanzato per divenire la contessa Jekaterinski ed ora, a Venezia, la nuova Tarnowska sta macchinando un se-