SCRITTORI JUGOSLAVI 81 degli uomini, che vissero su quel vulcano di varie civiltà, di diversè mentalità e di costumi diversi. Il romanzo quasi manca di dialoghi: i personaggi parlano poco, a monosillabi: nondimeno li conosciamo fino al fondo dell’anima e l’ardore di Sofìa ci brucia le carni, come se fosse realmente passata, nello sfoggio della sua bellezza serbo-ellenico-turca, accanto a noi, nei suoi e nei nostri anni migliori. I critici jugoslavi parlano di mancanza di tesi, di mancanza di stile e di altri difetti, che avvicinano lo Stankovié al Dostojevski. Sono ad ogni modo difetti, che scompaiono dinanzi ai grandissimi pregi dell’opera. Anzi( se non ci fossero certi difetti, il romanzo di Borisav Stankovió, non sarebbe il lavoro originale, che ammiriamo. Come l’infelice eroina di «Sangue impuro», anche Kostana, la protagonista delfomonimo dramma, è una vittima dei costumi dell’epoca e dell’ambiente. Una zingara, più affascinante e poetica di Kostana, non s’incontra sulle scene. La gola di Kostana è un cinguettio di usignoli, e l’anima di Kostana è un nido di sogni: e gli usignoli cantano a tutte le ore del giorno e della notte: cantano dinanzi agli uomini, per le strade e per le osterie, gli occhi neri, le chiome d’oro, la faccia dal candore del giglio e la bocca di miele della loro Kostana. A notte tarda, Kostana dimentica la sua bellezza e gli uo-