86 UMBERTO URBANAZ-URBANI ciate della Siberia e non nasconde la sua commiserazione per gli ardenti meridionali, ch’essa chiama fantasiosi ed effeminati. Ci sono però dei problemi, che trovano compatte tutte le donne e le belle non meno delle brutte, hanno sempre da protestare contro l’ingiustizia sociale e contro il brutale egoismo del maschio. Il massimo torto di questi, Tessersi lasciato deturpare dalla lotta e dalle miserie della vita. E’ perciò che le scrittrici, più romantiche dell’uomo, come tutte le donne, tendono spesso ad una sentimentale riabilitazione del sesso forte. A tale riabilitazione tende indirettamente anche la simpatica scrittrice, veramente serba e meridionale, Mitica Jankovió, ancorché nei suoi lavori l’uomo passi sempre in seconda linea. La Jankovió pubblicò nel 1913 una raccolta di novelle «Le confessioni», nel 1918 il romanzo «Prima della felicità», nel 1919 «Il monaco di Russia », nello stesso anno « Eroi sconosciuti », ispirati dalla grande guerra, nel 1920 « L’attesa » e nel 1924 il secondo romanzo: «La bionda signora». Mi piacque la prima parte della « Bionda signora », mi piacquero molto « Le confessioni * e mi piacque moltissimo « Prima della felicità ». Delle novelle mi ha colpito « L’infermiera », che così si presenta al lettore: « Ho trent’anni. Trent’anni di vita senza vita. Passò l’infanzia, passarono gli studi, passò la giovinezza e mai venne l’amore, mai l’agognato sue-