SCRITTORI JUGOSLAVI 57 eroiche e di vino, e i vecchi di Platone e di Sant’A-gostino, di condurla in fondo alla salo, di rovesciarsi accanto a lei su di una poltrona e di scri-rerle, quasi per scherzo, un sonetto sul ventaglio. Ma la fortunata signora è vissuta parecchi secoli fa, ai tempi della repubblica di Ilagusa! Se il Duèié conosce bene il cuore della donna, ancor meglio conosce quello dell’uomo. Nell’« E-stasi », con grande sincerità, il poeta mette a nudo i propri sentimenti, sebbene sia convinto che da nuove illusioni non possano nascere se non nuove delusioni e da nuovi amori, nuovi dolori. Lontano dietro a ine rimarranno queste strade, spariranno queste lagrime, come le altre, nel mio cuore sentirò nuovi desideri, come rondini novelle. Nelle lunghe sere, quando piove l’argenteo pulviscolo di stelle e sorgono dai fiori, come capelli, fili di seta, spunterà il mio nuovo amore, come fronda novella e novella goccia di rugiada e accanto a un’altra donna io spererò, sprecherò e perderò il mio cuore, e ripenserò di soffrire per la prima volta e per la prima volta di bramare e di amare. Le poesie, velate di tristi bellezze, che il Duèié dedica alla donna, vanno fra le sue cose migliori. Il poeta dice alla donna: c Sei bellezza, in quanto sei mistero, e sei verità, in quanto sei desiderio...