SCRITTORI JUGOSLAVI 177 slavismo più puro ed un prezioso e ricco tessuto, in cui il destino della storia, non 11 caso, ha voluto intrecciare anche qualche serico nastro di grazia italica. Forse perciò i romanzi jugoslavi sono più naturali, più veri e più umani dei romanzi russi e ad ogni modo più vicini alla nostra mentalità occidentale, al nostro ardore meridionale e ai nostri sogni orientali. Per comprendere quanto dissi, è necessario pensare alla storia di questo popolo.' sorto sui ero-, cevia delle civiltà e delle religioni. Le rovine di regni e d’imperi, i Colossei del cattolicismo, dell’ortodossia e dell’islamismo, furono irrorati dalle lagrime e dal sangue di questo popolo, che fermò l’avanzata delle orde ottomane e che ora, infrante le catene della schiavitù, mentre sta per incamminarsi verso un più felice avvenire, non vorrà fare a meno di noi Italiani, eredi della forza di Roma e custodi della classica bellezza, ricordando che bellezza, è gentilezza, amore e bontà. Nell’agosto e nel settembre del 1924, trovai Milan Begovió a Falconara e a Perugia. L’illustre scrittore croato aveva risentito ancora una volta la sete dell'Italia, fiamma del suo cuore e palpilo della sua arte signorile, specialmente della sua lirica. Dopo due mesi, Milan Begovic ritornò a Zagabria con il suo « Uomo di Dio », bello e finito. Nel « Mattutino » — il prologo, che precede 12