32 UMBERTO URBANAZ-URBANI l’inquilino del Prokié, il giovine avvocato Ivkovié, candidato dell’opposizione. L’ilarità, cresciuta gradatamente, rasenta la frenesia. I due candidati, che dovevano divenire genero e suocero, sono divenuti accaniti nemici in seguito alle competizioni elettorali. Danica, figlia di Prokié e fidanzata dell’awocato Ivkovié, per togliere il padre daH’imbarazzo, copia il discorso dell’awocato e i due candidati arringano la folla, da due finestre attigue, con le stesse parole e ringraziano gli elettori, ma la folla interrompe gridando : « Evviva il deputato Ivkovié » e c Abbasso Prokié ». * Il povero Prokié appena ora comprende che il suo bel sogno è tramontato. Nella speranza di andare alla Skupàtina, Jevrem Prokié aveva trascurato il negozio, sprecato denari per annaffiare le gole degli elettori, si era attirato nemici, aveva perduto la pace in famiglia e mandato a monte il fidanzamento delU figlia, minacciando di intimare lo sloggio all’avvocato. Per fortuna, Danica, più furba del padre, s’era messa dalla parte dell’opposizione, preferendo essere la moglie, che non la figlia di un deputato. La figura di Jevrem Prokié è una di quelle, che, fatta eccezione per l’Italia fascista, vengono a galla in tutti i paesi al tempo delle elezioni. Il peggio si è che non tutti gli emuli del ridicolo venditore di spiriti, fanno la fine, che Nuèié fece fare al suo protagonista. « Il deputato nazionale » è stato scritto in un’epoca, in cui le passioni politiche provocarono la ri-