162 UMBERTO URBANA* - URBANI a ** «Camicia insanguinata», «Giorni di sangue» o «Pipo il gigante», nonostante i loro pregi e la loro architettura ariostesca, sono stati giudicati troppo lontani dalla realtà. Il poeta, guardando l’I-stria daH’allro versante del Monte Maggiore, volle ripopolare il suo remolo passalo di leggende irreali, non corrispondenti alla realtà della storia. Solo per tali ragioni, quei lavori del Nazor non ebbero il successo che meriterebbe la smagliante bellezza della loro prosa. Il poeta del nazionalismo jugoslavo si è affermato anzi tutto con «I re croati» e con 1’« Orso Brundo ». Basterebbero questi due volumi per assicurargli un seggio eminente sull’Olimpo croato. Con tutta la sua forza epica. Vladimir Nazor entra nell’arena della storia e schiude il cammino al lmno croato Kluk, che per primo conduce i croati giù dai Carpazi: accompagna il bano Ljutovit Po-savski quando muove contro i franchi, inneggiando alla novella primavera di sangue e alla libertà: celebra il primo re croato Tomislav, che combatte con successo contro gli ungheresi: canta con versi d’entusiasmo la Croazia, che sotto re Kresi-mir giunge alla pace, all'apogeo della gloria e della potenza. Con fiera anima dantesca, il poeta soffoca le lagrime quando troppo presto il sole croato declina al tramonto. L’ultimo re Zvonimir, per sventura sua e del suo popolo, ha sposato