134 UMBERTO l'RBANAZ • URBANI gliere il pioprio destino. Un’anima però non si decideva a lasciare le stelle e da millenni e millenni contemplava dal pertugio del cielo il manicomio del mondo, finché Dio non la costrinse a decidersi. Messa alle strette, l’anima risponde al Creatore: — Non sa se sia meglio essere sapienti o fortunati: poco giova essere saggio, se la fortuna è capricciosa; ma poiché devo ingerirmi in queste inezie, permetti, o Dio, che scendendo in terra, divenga un cagnolino nel grembo di qualche vecchia zitella.... Per comprendere la grandezza del Kranjèevic,. gioverà citare quanto scrisse il Marjanovié: «Nella letteratura croata, il Kranjèevic è il primo e più spiccato e più completo rappresentante dell’irrequietezza, della crisi, della rivolta, della combattività complicata dell’uomo civile moderno. Non abbiamo avuto un martire più grande dell’altruismo, non abbiamo avuto una vittima maggiore delle nostre miserie, non abbiamo avuto un cuore più sensibile. Kranjèevic, come poeta patriottico, era piena dello spirito dei profeti d’Israele del vecchio testamento, pieno di furore e di collera divina; come poeta della rivoluzione spirituale moderna, era pieno di sentimenti e di idee umanitarie, di mentalità socialista ideale; come poeta etico, era animata da compassione russo-slava, da calore e da larghezza di cuore; come poeta lirico-riflessivo, complicato come Strindberg, assomigliava ai veggenti iv ai flagellanti del medioevo e come poeta in genere era l'agnello, che toglie i peccati del mondo, rilenen-