UMBERTO URBANA*■URBANI pace c dell’oblio per dedicarsi ai derelitti della vila, che divengono i suoi figliuoli. Il cancelliere dell’impero per vendicare l’uccisione del marito e del figlio dell’imperatrice, le presenta la dichiarazione di guerra, ma l’imperatrice si rifiuta di firmarla. La madre dei derelitti ha il sopravvento sulla madresovrana, sebbene essa stessa sia in balia del suo implacabile destino. Quest’opera è una profezia. E’ stata scritta nella primavera del 1914, quando ancora la grande-guerra pareva lontana. Ed ora passiamo da Ragusa a Venezia, dalla Serbia all’Italia, dall’oriente all’occidente, da uni città morta ad una città eternamente viva: passiamo dalle donne incoronate del diadema del martirio ad una donna fatale, che sparse il suo cammino di vittime, prima di troncare con gesto disperato la sua turbolenta esistenza. Un giorno, per le vie di Londra passava un giovine marinaio, dall’ardente aspetto meridionale^ Adescato da una ragazza, che lo condusse con sè, lusingandolo, cadde nel tranello. Il giovine marinaio si trovò rinchiuso nel salotto e la donna era scappata. 11 marinaio, che sperava di sfogare l’ardore delle sue vene e la tempesta dei suoi baci sulle carni deU’affascinante apparizione, incontrata nelle interminabili strade di Londra, si accorse atterrito di avere le mani, macchiate di sangue e di sotto al