SCRITTORI JVfl08I.AVI 119 dirige la ridda infernale, che si perde neHe fiamme e nel fumo. «Per la Francia!» gridò qualcuno e sulla pupilla dell’uomo, simile a un sanlo, splende una lagrima. Si vede ch’egli pure ebbe nel mondo una patria. «Vendetta!» gridarono altri e all’uomo, simile a un santo, l’oechio risplende. Si vede, ha sofferto, ma non sa vendicarsi. Egli balza: sotto ai suoi piedi trema la barricata e oltre le travi fumanti di sangue, egli schiude il passaggio alla folla, che lo segue, gridando: «Per l’eguaglianza, per Ha fratellanza, per la liberti* ! ». iLa folla non riconobbe il misterioso straniero. Non sapeva donde fosse venuto e dopo la vittoria non seppe dove fosse andato. Solamente coloro che cadevano, colpiti mortalmente, e morendo lo riconobbero, gemevano placidamente: «Ecco, Cristo è sceso dalla croce: ora è stato fra noi!». Ai grandiosi contrasti storici di Roma e del cristianesimo, fanno eco tanti altri grandi contrasti, che con la terrificante solennità del « Dies irae » risuonano nei canti del Kranjcevié. « L’ultimo Adamo » è il canto, che suggella il pessimismo del poeta, il canto, che supera per drammaticità la « Ginestra * del Leopardi, il canto funebre e rivoluzionario dell’umanità morente che impreca contro Dio e contro gli dei, che maledice la cieca fatalità, per cui crollò l’Eden umano, più beilo di quello che il Creatore aveva donalo ai prò-