SCRITTORI JUGOSLAVI 45 la commedia dei pianti bugiardi, il cantore dice alla sua bella: Tu verresti senza lagrime agli occhi, nascondendo nel profondo dell'anima ogni profondo dolore. Verresti per dare al vecchio compagno con uno sguardo l’ultimo addio e per cancellare l’inevitabile dolore segreto con la tua grazia e con un bacio modesto ... Ma più della donna, che il poeta invoca al suo capezzale, sentiamo le voci della luce, della notte, dei campi, dei fiori, delle nubi e di tutto il creato: le voci che salutano l’arrivo della morte, dinanzi a cui il poeta chiuderà gli occhi placido e sereno e sentirà, come quando si svanisce nel sonno, l’arcana bellezza delle stelle, la freschezza dei campi, recentemente arati e lo splendore degli occhi della sua bella. Nella poesia « Come una favola », il poeta desidera una di quelle belle notti orientali, che mutano in favola la realtà, per imprimere le labbra sulle labbra di lei e per sparire assieme a lei, mentre tutto si fonde e tutto si perde e tutto dilegua nella 'luca lunare. Quando il poeta non sogna la donna amata negli estremi istanti della vita, la imagina nella tarda vecchiaia: il loro amore avrà allora l’olezzo di un flore appassito, chiuso in un libro, che più non si legge. Il poeta prevede che l’ardore di un giorno sarà scomparso, ma sente che non sarà scomparso