78 UMBERTO URBANAZ-URBANl Dall’istante, in cui il padre snaturato concluse il turpe mercimonio, Sofia prova tutti i tormenti e tutte le umiliazioni che possa provare cuore di donna. Dai fastigi delle più fiorite speranze, sognate con fantasia orientale e coll’ardore del giovine corpo, la bellissima martire piomba nel baratro della disperazione e della follia. La perfìdia del padre, la debolezza della madre, la ributtante passione del futuro suocero, tutti gli istinti delle tre razze, dalle quali discendeva Sofìa, prorompono in chi la circonda e in lei stessa per foggiare il suo tragico destino; la figlia odia il padre e nello stesso tempo si muove a compassione di lui e per risparmiargli la vergogna della miseria, sacrifica sè stessa: l’alterigia di Sofia, la quale un giorno si compiaceva che nessuno in tutto il paese osasse chiedere la sua mano, diviene un braciere, in cui ardono le lagrime dei suoi strazi, che vorrebbero sciogliersi in pianti, quando l’intera borgata accorre al suo passaggio, alla vigilia delle sue nozze: tutti vogliono ammirare l’affascinante e decantata bellezza di Sofia, che accompagnala dalle compagne della sua giovinezza, si reca all’camam », a compiere il rito dei bagni. Soltanto Borisav Stankovió, il profondo conoscitore della triplice psiche della sua compaesana, potè svelare ciò che provò Sofia fra la spensieratezza e fra i canti lascivi delle compagne nude e voluttuose e ciò che provò il giorno appresso, durante la sfilata del pomposo corteo nuziale, che la precedeva e seguiva al tempio ortodosso, dove si celebrò la lunga cerimonia, durante la quale Sofia