SCRITTORI JUGOSLAVI 307 nions. Bulic, l’archeologo jugoslavo di fama mondiale, il Mommsen di Salona e di Spalato diocle-zianea. 11 Petravic, se con il suo acume, con la sua spassionata serenità e con il suo animo di poeta, ha scrutato poeti e scrittori, con la sua vasta erudizione, ma specialmente con la sua perfetta conoscenza della letteratura italiana, ha illustrato non pochi periodi della storia letteraria della sua patria. Se è vero — ed è — che la letteratura croata — non dico serba o slovena — è costruita sui massi granitici della letteratura dalmata e ragusea, è altrettanto vero che per comprendere i poeti dalmati ed ancor più i ragusei, s’impone al critico, al filologo, allo storico letterario jugoslavo la conoscenza della lingua e della letteratura italiana. La conoscenza dell'italiano è necessaria agli studiosi jugoslavi anche se i tempi sono molto cambiati da quando gli stessi croati della Dalmazia difendevano i diritti della lingua italiana e il poeta Jordan Zaninovió, croato di sentimenti, ma che poetò solamente in italiano, avendo come gli altri dalmati studiato in Italia, diceva che la lingua italiana e la lingua croata dovevano essere per i dalmati un’arpa gemella, che sprigionasse la stessa concorde armonia. Le parole del poeta, almeno per me, spiegano in parte il successo e i pregi della critica di Ante Petravié.