54 UMBERTO URBANAZ-URBANI Il poeta ama l’arte per l’arte e vive per il mondo della bellezza. Nel « Tramonto del sole » il poeta vede lontano, oltre tre mari, lina donna sconosciuta, pallida e mesta, ma raggiante ed incoronata; dalle labbra esangui le splende la fedeltà, potente come la morte e come l’amore senza speranza, e quella donna, che non conosce nè il noiiie, nè il volto del poeta, non pensa che a lui. 11 poeta, che ha tanto care le sue illusioni, si premunisce contro ogni ragionamento e conchiude: «Non ditemi mai: «non è così», nè «che il mìo cuore mentisce a sè stesso», perchè piangerei, piangerei e mai più mi consolerei ». « La veglia » descrive romanticamente una villa marmorea e solitaria, in fondo al viale autunnale. Un lume rischiara la finestra. Nella tepida stanza, giace una giovine donna e tiene in mano le « Poe^ sie » del poeta, che già da cent’anni sta in fondo al sepolcro. La notte non cammina: è ferma. La donna legge, stretto il cuore da un tristissimo amore senza lagrime, genza parol^, senza singhiozzi. Un verso del poeta, come un fulmine la colpisce: la donna lascia cadere il libro e sogna a lungo, desiderando l’ignoto lontano. Riprende la lettura. Nella notte morta, il dolore cresce come il mare, fino a tanto che il sonno soave, con l’ala delicata, come . • < • I*’ Il piuma di rondine, non vela la bella creatura. Nella villa soliiària àrde soltanto ii lume. Per i>) Ducié, i, tempi lontani e gli spazi lontani sono ricca fonte di poesia e quando parla d inna-