SCRITTORI JUGOSLAVI 16J l'ungherese Lepa. Il buon re Zvonimir confida nondimeno nella fedeltà dei suoi sudditi e nell’appoggio dei latini, del Papa e dell’arcivescovo di Spalalo, anche quando i croati, insultati dalla superba straniera, si ribellano. Ma Lepa continua a spingere il re a pericolose avventure e quando, per colpa ìli lei, la flotta croata è distrutta nelle acque di Taranto, i croati uccidono Zvonimir. Nazor riepiloga in tre soli versi la più tremenda tragedia del suo popolo: Contro il re si scalena la tempesta. Perì meschino .... (ancor ci opprime il peso!) La donna fu che infranse la sua gioia. La tragica morte di Zvonimir getta un lugubre velo su tutta la storia croata. Stefano, nipote di Kresimir, cui viene offerta la corona, preferisce morire nelle penembre del convento, che vide sfiorire la sua giovinezza. Pietro Svacic accetta la corona, ma solamente per gettarla nel vortice spumeggiante di sangue. Vuole perire da eroe nella lotta contro gli ungheresi, non polendo sopravvivere alla vergogna e alle sciagure che dilaniano la patria nell’accanimento delle guerre civili. Pietro Svacic cadde da eroe, ma il regno dei •croati, non ebbe come l’impero dei serbi, il suo Campo di Cossovo e il sangue di Zvonimir pesò come una maledizione sul popolo croato, che senza <1 sacrificio del popolo serbo non sarebbe forse mai riuscito a scuotere il giogo straniero.