SCRITTORI JUGOSLAVI 91 prio fratello, quando egli ripudia la di lei amica, la quale non si accontenta di esser stala l’amante dell’uomo amato, ma vorrebbe dell’amante fare un secondo marito. L’antica storiella della giovine moglie, che non provò l’amore, nel racconto della Jankovic riesce seducente, vivace e variante come il mare, sulle cui rive s’intreccia l'idillio e la scrittrice fa risaltare le più tenui sfumature dei sentimenti, che provò la giovine Zora, prima di tracannare tutta la voluttà della colpa. Il migliore lavoro della Jankovió è il romanzo «Prima della felicità». Nonostante la forma di diario, la lettura avvince sin dalle prime pagine. Jela non ha che diciasette anni, quando la « Sonata di Kreutzer» capitatale fatalmente sotto le mani, la desta bruscamente alla vita. Dileguano i sogni incoscienti dell’adolescenza, nella ragazza si sveglia prematuramente la donna, il mondo le appare nauseante e Jela se la piglia con gli stessi suoi genitori, con le sorelle e con quanti la circondano. Più tardi, all’Università di Belgrado, incontra Nicola, già suo vicino di casa e amico d’infanzia. Nicola è il fidanzalo di Nata, ma all’occhio di Jela non sfugge l’amore del giovanetto per lei. Anche Jela è innamorata e basterebbe una sola parola per incoraggiare Nicola. Ma Jela non disse mai quella parola, che le bruciava il cuore, perchè le reminiscenze di Tolstoj, che un giorno le avevano avvelenato il sangue, le chiusero le labbra.