114 UMBERTO TTRBANAZ - TTRR-ANI non dorme. Fra le sue rovine brancolano le muse, le dee e gli spiriti dei padri. Tutto passò: lo schiavo e il trionfatore. Il Foro insonne rivive i suoi sogni: rivede la lupa, che nutre i suoi pargoli, acciò divengano aquile; i pensieri del Foro insonne vagano fino al Palatino o rivedono le antiche grandezze. Altre visioni scuotono il vegliardo. Il Foro trema. Le onde del Tevere s’infiorano di sangue, come quando portavano a Ostia i cadaveri delle vittime assassinate sull’altare della libertà. La tristezza scuote la testa sul colle, ove dorme Cornelia, madre dei Gracchi- Come se la notte eterna pesasse troppo sugli eroi che dormono fra le rovine, s'erge un morto gigantesco, ohe grida al Palatino: «0 dèmoni, ridateci la libertà». E dietro allo spettro sorgono dalla polvere del Foro, folle di ombre, che andranno a demolire il Palatino. Sul colle dei Cesari, un cranio incoronalo muove la mascella: «Perdona, o popolo, perdona!». Ma le ombre rispondono: «Sii maledetto eternamente ! ». Per l’aria volano le lancie e dal cranio vola la corona. E tutto sparve, come bianca nube. Un tocco suonò dall'Ara Coeli ■.. Nella pupilla mi dilegua la visione, come pallida macchia sulla luna lattea e come l'ultimo atomo di millenni: soli retaggi della storia umana!