SCRITTORI JUGOSLAVI 75 svolge un certo problema, descrivendo tutto con freddezza e con calcolo, ma è, nel sonno dell’arte, la veglia di un talento bollente, che dal suo greto balcanico, straripò nelle regioni dell’arte pura del genio. Stankovic, nato nel 1870 a Vranje, che fino al 1911 era luogo di confine verso la Turchia, rimasto orfano in tenera elà, fu educato dalla nonna paterna. A Vranje finì le scuole elementari, a NiS il liceo e a Belgrado si laureò in giurisprudenza. Funzionario dello Stato, non fece carriera, causa il suo selvaggio temperamento. Prima della guerra fu referente presso la sezione del Culto, al Ministero dell’istruzione, e funse da ispettore e da amministratore dei beni delle chiese e dei monasteri. Scoppiata la guerra contro l’Austria, lasciò la famiglia a Kraljevo, i manoscritti a Nis ed assieme al commediografo Branislav Nusié, provò tutti i disagi della fuga oltre l’Albania, pernottando sulle strade, in mezzo alle nevi, spettatore delle scene terrificanti della rovina del suo popolo martorialo. A Cettigne fu accolto cordialmente dal Governo montenegrino e da Re Nicola. Dopo il crollo del piccolo regno, decide di rimpatriare oltre la Bosnia- Assieme ad altri patriotti serbi provò l’internamento di Derventa, ma sparsasi la voce che fra i profughi si trovava l’autore di « Kostana», Borisav Stankovié fu circondato daH’affetto più sincero dei suoi compagni di sventura. Il grande scrittore vive oggi ritirato. Ma forse dal suo silenzio e dalla sua solitudine uscirà il