— 40 — di elogio ed una medaglia d’argento; il vescovo Federico Molin lo sospese a divinis. L’ anno 1815, in forza del trattato di Vienna, Rovigo cade nuovamente sotto il giogo austriaco e ritorna capoluogo della provincia. Il Bocchi lasciò scritto questa pagina rara di storia polesana, che va segnalata ‘) : « Tra la quiete apparente, la neghittosità e 1’ indifferenza dei più, gli animi ricevevano una scossa dalle società Carbonare (1819-1821). Fratta n’ebbe una vendita subalterna; Crespino le diede molti aggregati e qualcuno anche Rovigo. Felice Foresti vi fu iniziato a Ferrara fino dal 1817 da Antonio Solerà; poi nominato pretore a Crespino si circondò d’ alcuni di quella terra, tra i quali Pietro Rinaldi e il dottor Caravieri. A Fratta la Carboneria fu introdotta dal generale francese Arnaud, che avea sposato una Monti del luogo: della t'endita subalterna fu capo \ntonio Villa, fra gli adepti figurarono il conte Antonio Oroboni, un Cecchetti. il prete don Marco Fortini, semplice apprendente. che il Maroncelli chiama eccellente e di buon cuore ed il Foresti, corta niente, timidissimo. debole natura; tutti di Fratta. V'era pure Costantino Munari di Calto, settuagenario, già membro della consulta di Lione. Foresti, nella Costituzione latina, eh’ era un piano di rivolta diretto a repubblica, assumeva il nome «1 i Sallustio. Persona bene istruita — ora defunta — disse a me che a’ Carbonari del Po- J) Bocchi F. A., Op. cit.. pag. 117.