— 189 — ria sono scritte in buon latino; tradusse e commentò la retorica, la poetica e l’etica di Aristotele; scrisse i trattati: Orationes (Padova, 1592); De usu artis rheioricae comentarius in artern oratoriam Cicero-nis (Venezia, 1567); De Historia liber (Venezia, (1568). Ne scrissero l’elogio Bonifacio Balda»* sare e Giovanni; il Tomasini nel volume 2" de’ suoi ElogUi (Padova, 1734); a lungo ne parla il Niceron, in Memoir pur servir a Fhis. (les homm. illustr. (Paris, 1734) ‘). Roccati Cristina (1732-1797), donna da annoverarsi fra le più elette d’ingegno. Trasferitasi a Bologna nel 1747, in soli tre anni vi apprese la logica, la metafisica, la geometria, la fisica e si erudì nelle lingue italiana, francese e latina. Tornata nel 1750 a Rovigo, vi tenne pubbliche conclusioni e nel 1751 ebbe la laurea dottorale. 11 suo ritorno a Bologna dopo quella luminosa prova fu un vero trionfo; si fece incidere il suo ritratto dal conte Gozzadini; il Rosetta l’onorò con una bella orazione ed il Savioli con un componimento poetico. Sempre più stimolata da questi onori ad acquistare dottrina, nel 1752 si recò a Padova ad apprendervi le lingue orientali. Mortole il padre, ritornò in patria ed ivi per il corso di ventisette anni si dedicò aU’insegnamento. L’Accademia dei Concordi conserva qualche manoscritto de’ suoi componimenti letterari. Ne scrisse V Elogio Grotto Giuseppe (Pa- ‘) V. a pag. 121 l’iscrizione posta sotto il biwto del Riccoboni.