282 Sembra nou esser» il manoscritto originale, ma una copia dei primi anni «tei secolo XV. Una traduzione in dialetto veneto-albonesr, dello stesso secolo XV, trovasi in codice cartaceo, passato nelle mani del l).r lvnndler. V. alcuni cenni intorno a questo statuto, con due capitoli dello stesso, relativi alla tortura della caklaja, nell’ Istria, a. Ili, pag. 58-59. 2020. Stallili di Trieste del 13»9. Ms. in pergamena, nel-l’arcliiv. diplom. di Trieste, di carte 538. Questi pure hanno molte addizioni marginali. V. n. 2015. 2021. Statuti dTfso!a del 1500. Copia italiana iti codice cartaceo, in foglio, di carte 90, nell’archivio comunale d’isola. Dal prologo si rileva, come la terra d’Isola possedesse altri statuti prima di questi, con molte addizioni, eh» conveniva fonde-re, correggere ed ordinare. Podestà d’Isola a quel tempo era Giovanni Sanulo. Le prime sei carte del codice sono l’indice degli 85 capitoli del primo libro, chi? appariscono aggiunte posteriormente. Il secondo libro conta 113 capitoli, ed una parte presa del 1372, la quale vieta le contrattazioni con Pirano. 11 terzo ha capitoli 114, e poi Hordini falli tra il Comune di Capodistria et il Comune d’ isola, sopra danni dati. Il quarto infine non contiene che parti prese ed alcune ducali, e va dall’anno 1417 al 1435. Persona ch’ebbe già, e non da molto, ad esaminare il codice originale, il quale ormai deve ritenersi per rinvenuto, ci dieda i seguenti dati bibliografici intorno allo stesso. «Ksso è membranaceo, in foglio, di carte 109, con molte ad lizioni, terminazioni e ducali, che arrivano fino all’anno 1559. Questo manoscritto, come da rilevata annotazioni», era posseduto dalla famiglia Man-ziuli di Capodi»tria dal 1572 al 1799.» 2022. Stallilo di Parendo del 1303: codice latino, in pergamena, qna>i completo (mancano due carte). Nella Pretura di Parenzo. Questo non è certo il primo statuto parentino, ma semplice riforma di statuto anteriore, di cui non si ha più traccia. Nel 1362, sotto il reggimento del podestà Nicolò Polani, erano stati eletti quattro giurisperiti per riformar- lo, e l’opera fu compiuta l'anno appresso sotto il podestà Nicolò Manolesso. L’approvazione del consiglio seguì il 3 marzo 1364 sotto Giovanni Tiepolo, e il terzo libro con altri ordini fu aggiunto nel 1365 sotto Bertuzzi Loredan. Queste memorie risultano da carte possedute dal marchese Giampaolo de Polesini. Il codice latino che sarà, speriamo, reclamato dal municipio di Parenzo, non sembra essere il manoscritto originale, ma una copia del secolo XV. È quasi intieramente bene conservato e leggibilissimo. Una traduzione italiana dello stesso fu conservata in codice autentico, che serviva ad allegazioni del foro, e eh’è passato dalla famiglia Vergottin al l) r P. Kandler. Fu stampata negli Atti istriani editi per cura della Direzione del Museo di antin/iità tergasi ine, voi. II, puntata I, sotto il titolo: Statuti Municipali d'ila città di,Parenzo nell’Istria. Un volume, in 8, di pag. 151.— Tergeste, J. Papsch e ccmp. tip. del Lloyd austr., 1846.