183 dipartirsi. Il lento, innawertito, risoluto sforzo, che tramutava la coscienza popolare, era meno appariscente, ma più duraturo. Esso superava l’attimo della vicenda umana ; preparava anonimo, invisibile, progressivo sviluppo, maturato tra prove e riprove, sotto lo stimolo di ripetute esperienze ora liete ora dolorose. Gli attori potranno registrare i risultati, quando questi saranno acquisiti e consolidati. Il governo del duca Agnello iniziò in una atmosfera di bizantinismo politico : nulla di strano. Era nato per ispirazione e intrigo di un funzionario greco e aveva trascorso i suoi primi anni ai margini dei negoziati franco-bizantini, traendo il massimo vantaggio dalla ferma e abile opera della diplomazia orientale. Se vera (e non si può metter in dubbio) la tradizione raccolta dagli antichi cronisti veneziani (1), che cioè il duca Agnello abbia inviato a Costantinopoli il figlio Giustiniano (ostaggio o ufficioso negoziatore degli interessi ducali ?), non sorprende ; non se ne deve esagerare in ogni caso il significato. L’invenzione di accordi veneto-bizantini, negoziati in quest’occasione, è frutto di fantasia poco felice. Non sono mai esistiti ; nè ora, nè poi, perchè, tra l’altro, non potevano esistere. Dubito pure che l’invio di Giustiniano a Costantinopoli, agli albori del reggimento, avesse scopo politico ; se mai, d’ordine generale, come atto di cortesia e di omaggio (2). Il racconto del vecchio cronista non annota profili politici. Le sue parole sembrano piuttosto registrare l’epilogo di ima molesta crisi famigliare e fanno pensare a un espediente adottato per metter fine a un insanabile dissidio fraterno, che turbava il pacifico svolgimento dell’ attività ducale (3). Il cattivo stimolo dell’ ambizione era penetrato in seno (1) Iohan. Diac., Chronicon cit., p. 106 : unus illorum, id est Iustinia-nus, Constantinopolim destinami. (2) Iohan. Diac., Chronicon cit., p. 106 : quern imperator honorifice suscipiens ipati honorem sibi largivit. (3) Il diacono Giovanni parla solo di due figli di Agnello (Chronicon cit., p. 106 : cum duos hdberet natos), Giustiniano e Giovanni : ma il testamento del primo, rettificato a miglior lezione (Documenti cit., I, 99), ne ricorda un terzo. Accanto a Iohannes senior et germanus domni Justiniani ipati è sotto-scritto anche Joanaci, tribuno, [germa]no domni (Justiniani) ipati. I cataloghi episcopali parlano di un quarto figlio di Agnello (Origo cit., p. 129), Giusto,