LIBRO CLU ARTO. 13? Papa; ma trovatolo infleflibile, non puotc più con Tuo decoro lafciar il Minillro in figura così poco honorcvolc ; onde non folo lo richiamò, ma levò l’Ambafciaria , ordinandogli di condurre feco il Segretario, chiuder il Palazzo, e levare da quello le Infegne della Republica. Carlo Francefco Airoldi Arcivefcovo di Edcfl'a Nuntio in Venetia, dubitando d’clfcre mal veduto, prefa occafione delle vacanze Autunnali fi portò a Milano Tua Patria, dove morì, havendo la-feiato nella Nuntiatura Luigi Jacobelli fuo Auditore. In quella pendenza di cofe non potendo il Senato perfuadcrfì all’ efpeditione d’unAmbafciatore, durando il primo impegno, fopra il quale non havea ricevuto alcuna fodisfattione, con-fiderando anche , che mentre fluttuavano gli Ambafciatori de-gl’altri Prencipi per cagione delle franchigie , non era prudenza entrare nel negotio, venne in deliberatione d’inviare un fuo Gentil’huomo, il quale nell’apparenze dovefle far figura privata, non habitare il Palazzo di S. Marco, ne cfpo-ner alcuna infegna della Republica. Fù eletto Giovanni Landò dell’Ordine de i Savii di Terraferma . Quello portatoli con follecitudine a Roma , fé bene trovò nel Papa un fornirlo giubilo per la rifolutione della Republica d’entrare nella Lega , la fua naturale rigidezza però, & alienatone dagl’ atti di beneficenza, fecero preilo difperare il Landò delle fuppoile alTiilenze. Con replicati ufficii fiancheggiati da quel- li de i Cardinali più zelanti, ch’efaggeravano quella elfere 1’ occafione d’aprir i tefori della Chiefa per ampliare la Religione, e levarli per Tempre il giogo della temuta potenza Oc-romana , concefle un Tulfidio fopra il Clero dello Stato ; & eflendo vacanti alcuni Vefcovati, e Badie, ond’erano raccolte certe poche Tornine di denaro per li frutti T che fi andavano unendo , anco di quelle ne fece conceilìone . Promife mandare la Tquadra delle Tue Galere ; che T haverebbe accompagnate a quelle della Religione di Malta ; &£ havendo la pietà del Gran Duca di Fiorenza efibite anche le Tue, quelle pure doveano giuntarli all’Armata . Si difponevano in tanto in Venetia le provifioni per la Guerra. Decretò il Senato l’armamento di quattro Galeazze. Che il corpo delle Navi armate fi accrcfcelfe a ventiquattro, al 16S3 Giovanni hando inviato por ìa Kjpuklit» a J^oms . Provi/leni ftr ìaQuer, ra.