194 DELAZIONE DI PAOLO TIEI'OLO Io trovai ambasciatore a quella Corte quando vi andai il clarissimo Giacomo Soranzo in tanto credito e riputazione, che ben conobbi la difficoltà che dovevo avere per non essere del tutto riputato indegno suo successore, perchè, per il vero, il nome del suo valore e virtù resta ancora e resterà per lunghissimo tempo celebrato. Nel tempo della legazione mia vennero i clarissimi ambasciatori mandati dalla Serenità Vostra per causa dell’obbedienza, i quali di splendidezza avanzarono di gran lunga tutte I’altre ambascerie di qual si voglia principe mandate a tale effetto. Mi succedette poi il clarissimo Michele Soriano, il quale per rispetto delle molte ambascerie sostenute da lui, e per i principali onori avuti in questa città, e molto più per la cognizione ed esperienza che dimostra avere delle cose del mondo , e per il giudizio che tiene nel suo procedere, ha già acquistato molta grazia ed autorità appo d’ognuno, e principalmente appresso il Pontefice, in modo che la Serenità Vostra si può assicurare di dover ricevere da lui ottimo ed utilissimo servizio (1). Dovrei qui finire la mia relazione ; ma non so passare sotto silenzio due casi memorabili successi nel pontificato di Pio IV. Il primo de’quali fu la congiura seguita contro la vita di detto Pontefice, caso veramente strano e spaventevole; perciocché un certo Benedetto Accolti (2), con alcuni altri suoi scellerati compagni, si disposero d’ ammazzarlo mentre egli dava udienza pubblica (3). L’Accolti prese l’assunto d’essere il primo a percuoterlo , e gli altri si obbligarono di seguirlo. Presentatisi dunque insieme tutti il giorno dell’udienza pubblica, l’Accolti finse di porgere al Pontefice una scrittura, acciò più agevolmente potesse assalirlo; ma nell’atto del segno preso per fare il colpo, si spaventò in modo che perdè le forze, e nel volto gli si smarrì il colore, onde alla destinata scelleraggine non potè dar compimento. Il che ve- (1) Queste che seguono sono le aggiunte delle quali abbiamo parlato in nota al Cenno biografico. (2) Figlio del già defunto cardinale di questo nome. (3) Ciò lu nel gennaio del 1565,