276 RELAZIONE DI GIOVANNI CORKARO coltà che vi scoperse; pure non è restala di far stampare in greco il Concilio Fiorentino, e cosi altri libri della dottrina cristiana , mandandone gran quantità nelle parti di Levante. Similmente ha cominciato a far stampare il catechismo in lingua araba per quelli del Monte Libano, dove ha mandato alcuni gesuiti, i quali scrivono che quei popoli si accomodano volentieri al riio latino , osservando prontamente quanto viene loro dimostrato. Nè in simili cose, purché vi sia speranza di far frutto nella religione, si spaventa Sua Santità di spesa o fatica alcuna. All’incontro in cerle altre spese, che potriano denotare grandezza d’animo e liberalità (eccettuando però le fabbriche pie), è Sua Santità non solo parca, ma ancora mollo ristretta, e pare che sia tutta intenta in accrescere 1’ entrate della Camera e recuperare ciò che indebitamente gli sia occupato da particolari. La qual cosa ha posto gran confusione fra lutti quei baroni romani, perchè essi quanti castelli possedono, tutti li riconoscono sotto diversi titoli dalla Chiesa, e se non hanno le scritture più che chiare corrono gran pericolo che il commissario della Camera, ora tesoriero e ministro attissimo in vedere scritture vecchie, o per censi non pagati, o per linee finite, o vero per impegnazioni, ne li privi: e Sua Santità medesima vuole studiare i processi prima che le cose sieno ridotte in Camera. E già sono tocche tutte le principali famiglie di Roma, che tutte vivono anco piene d’infìnilo sdegno e con desiderio di vedere cose nuove. R primo che andasse sotto fu il Cardinal Altemps, il quale avendo comprati alcuni castelli dagli eredi del Cardinal di Trento , convenne, appena andato al possesso, cederne uno, perchè di esso non era stato pagato il censo d’alquanti anni d’ una libbra di cera all’anno; nè gli valse l'essere cardinale, nè che il Papa gli avesse prima obbligo del cappello e poi anco del pontificato, perchè Sua Santità si dimostra in questo inesorabile, e si altera grandemente con chi glie ne parla, dicendo che non fa torto ad alcuno con domandare il suo. Nel resto poi il governo di Sua Santità è molto piacevole e niente odioso, dimostrandosi ella amica del giusto: è facile