426 RELAZIONE DI PAOLO PARl'TA dalla Sede Apostolica ; essendo senza dubbio stato di ciò principalissima causa quel rispetto che ha voluto Sua Santità avere di non offendere il re Cattolico e gli Spagnuoli. Poiché assai chiaramente si lasciava intendere, avendo anco nell’istesso senso parlato con me più volte, che troppo grande appoggio alla Sede Apostolica era quello del re di Spagna ; che però era necessario proceder verso di lui con grande rispetto per non arrischiare, come diceva, il certo per l’incerto, perché dagli Spagnuoli erano gran cose minacciate. Così, quantunque il Papa abbia avuto occasione di ricevere da questo re alcun non leggier disgusto, e particolarmente per diverse innovazioni fatte da lui con qualche intacco e pregiudicio della libertà e autorità ecclesiastica ( sopra le quali cose fu data commissione particolare all’auditore della Camera quando andò in Spagna, benché non ne abbia avuta compila soddisfazione); tuttavia è andato sempre dissimulando, e dando segni continuali di proseguir il re con affetto e di amore e di slima : avendo in ciò, come da molli vien detto, appresso gli altri rispetti, avuto non poca considerazione al procurar di mostrarsi presso il re grato, essendo stato anco dall'autorità di lui, come soggetto o confidente o non inconfidente, favorito all’ assunzione del pontificalo con segnalatissimo e incomparabile beneficio per la grandezza della dignità. Queste sono le estrinseche dimostrazioni, e nate dalle cause considerate: onde per le medesime si può credere che sia il Pontefice per continuare a favorire e rispettar assai le cose di esso re , avendo già nel suo animo molto firmati tali concetti ; cioè che la riputazione e sicurtà della Sede Apostolica non possa altrove più sicuramente appoggiarsi che aH’aulorità del re Cattolico. E in questa sentenza tanto è più verisimile che sia per andarsi sempre confermando, se alcun gravissimo accidente non ne lo leva o divertisce, quanto più si è scoperta la natura del Pontefice molto soggetta al timore, e poco alta o inclinata allo stringersi con così stretta unione con altri potentati, nell’amicizia e confidenza dei quali potesse far riposare la sua dignità e la sicurtà dello Stalo della Chiesa , senza avere a temere della potenza del re Cattolico, o di chi gli succederà nella