308 relazione di paolo paruta mezzi e con riputazione, si vede essere riuscita sempre di mollo giovamento a quelli che 1’ hanno saputa così mantenere. Ma nella presente condizione de’ tempi si fa questa di tanto maggiore e particolare considerazione alla Repubblica , per trovarsi ella constituía quasi nel mezzo di due grandissimi potentati, i! re Cattolico e il signor Turco; sicché, per* la conservazione dello Stato e della libertà, si può facilmente conoscere che ha tanto più bisogno di appoggiarsi a chi possa in qualche modo con 1' autorità e con le forze aiutarla a sostentarsi. Ora , per finir di trattare questa parte, anderò considerando e dimostrando come passa il governo delle cose spirituali ed ecclesiastiche. Ha il Pontefice un numero grandissimo di ministri per tutte le provincie di Cristianità, diversi per qualità di persone, per i loro carichi e per dignità; come sono patriarchi, arcivescovi, vescovi, abbati, prepositi, prelati, e generali delle religioni, ed altri; che tutti dipendono immediatamente dall’ autorità del Pontefice , e sono esecutori dei suoi ordini e comandamenti, e servono al ministerio delle cose sacre. Sicché non è alcun altro principe che abbia maggior numero di ministri, e che s’adoperino in cose più preziose e più prestanti, facendosi col mezzo di questi l’amministrazione e la dispensa de’ tesori celesti e delle grazie spirituali. Nelle quali cose, massime nella concessione delle indulgenze, sono stati diversi i pareri de’ pontefici, essendo alcuni stati larghissimi, e avendo altri proceduto con una somma riserva; come particolarmente fece Pio V, che non concedeva indulgenze plenarie se non per rispetto pubblico e per alcuna causa molto importante. E il presente Pontefice parimente nel conceder indulgenze va molto ristretto, e a niuno, nè per qual si sia causa, vuol concedere indulgenza plenaria per più lungo spazio che di cinque anni, nè più d’ una per chiesa in un ¡stesso tempo, avendo levato molti usi o abusi che erano in questa materia. Oltra il particolar ministerio che è prestato da’ vescovi alle loro chiese , e la particolar cura di quelle anime che sono loro commesse, si adoperano anco nelle cose di comune servizio e di maggiore momento per lo