216 SECONDA RELAZIONE DI PAOLO TIEPOLO al governator generale riservate; nè danari, dei quali la Camera Apostolica e il tesorier generale lien cura particolare ; ma solamente cose ordinarie pertinenti al governo delle città e delle provincie), non si contentando dei due nepoti, ha aggiunta loro una congregazione di quattro principali prelati (tra’ quali è monsignor di Nicastro, stato nunzio appresso la Serenità Vostra) coi quali tutte le cose si consigliano, per doverle poi riferir a lui; in quelle di Stato e di negozi cogli altri principi, che tanto rilevano ed importano , non solo per la buona intelligenza con loro, ma ancora per beneficio e quiete di tutta la Cristianità, si rimette in tutto nel solo cardinale di Como, al quale s’indirizzano gli ambasciatori dei principi che sono a Roma, e i nunzi apostolici ed altri ministri del Papa che sono alle Corti, perchè a lui solo scrivono e da lui aspettano gli ordini di quello che hanno da fare. Egli è quello che solo consiglia il Papa , e che, come universalmente si tiene, fa tutte le risoluzioni più importanti, e che dà gli ordini e li fa eseguire. Sogliono ben alcuni cardinali di maggior pratica e autorità, e qualcun altro ancora, da sè stessi ricordar al Papa quello che giudicano a proposito, e suole ancora alle volte il Papa domandar sopra alcune cose l’opinione di qualcuno, e di tutto il Collegio dei cardinali ancora , massimamente quando gli torna bene che si sappia che la determinazione sia fatta di consiglio di molti, come principalmente quando si vuol dar qualche negativa , e sopra certe particolari occorrenze ancora suole deputare una congregazione di cardinali , come già fu fatto nelle cose della Lega, e al presente si fa in quelle di Germania, del Concilio, e di altre; ma nel ristretto delle conclusioni, e nelle cose più importanti, il Cardinal di Como è quello che fa e vale. Ha usato il cardinale, se ben conosce di sapere ed intendere a sufficienza , alle volte in alcune cose andarsi a consigliar col Cardinal Morone e col Cardinal Comendone, per non si fidar tanto del suo solo giudizio da non intendere anco il parere d’uomini più intelligenti e savi, ma in fatto da lui poi il tutto dipende. Mette egli grandissima diligenza ed accuratezza nelle cose , e s’industria di levar la fatica ed i pensieri al Papa ,