LIBRO Q_U INTO. 161 pregio de ì Cittadini. Ogni ISLobìlta , che chiara rìfplende 1685 con gì anni, hebbe un tempo ofcura l'origine, come ogni pianta per fublìme, ch'ella (ia, è nata dalla terra. Quelli, che fondarono le prof api e ìlluftri, hanno principiato a diftinguerfi dal volgo con le buone attioni. qual attiene pub trovar fi migliore, che offerir le fue ricchezze alla Vatri a, foccorrer la nelle fue orcafioni, promuover il fuo bene , ejfer ìfìrumento delle fue felicita ? Quefi' è un ìllufire principio di TSLobiltà , che deriva da un' animo , eh' è gi'a nobile. Quelli dunque, che compariranno con quefto merito non poffono più con giufiitia chiamar fi ignobili $ poiché fe l acquìfiar k’rìcche^e è un dono della fcrtuna, il ben ufarle, è un'effetto della virtù. Ma non è il folo inter effe del denaro , che debba render accettai quefi a nuova aggregai ione. Ad altri, e forfè maggiori rìflef-fi ci chiama il bene della noftra Patria. Il governo della Rc-publica tiene occupati ne i Magìfiratì di venetìa, nei Reggimenti, e nelle Cariche di fuori molte cent in ara di Soggetti . La prudenza de i Maggiori nel moltiplicar gl impieghi, ha havuto fotto locchio l'ampio numero de i Cittadini dall ho-ra. Quanto effo fi fi a rìfiretto al prefente, ognuno il conofee. TsLel corfo di me^X0 Secolo fi fono efiinte tante Cafe , che rilevano qua fi la ter^a parte delle fuperfìiti .Ai nojìri giorni , fi fono perdute le intiere difcondense, e fi è fmarrito con la morte dell'ultimo anco il nome del C afato » Molte Famiglie nuovamente aggregate non fi numerano più. A quanti al prefente manchi la fue ceffone è un indagatane compafftonevole. 'JSLon dirò la cagione di quefìa totale diminuitone, perche bi-fognerebbe entrar nella cenfura de nofìri coflumi, corrotti dal-lotio , e dal luffo\ che ci per fu adono a perder più tofio la di-Jcenden^a , che lafciarla inhabile a fofìenere i vanì dìfpendii. Quefi 0 Signori Eccellentiffimì è un e fame troppo dolor ofo j ma più dolor ofo è il concepir con la mente, che la difìributiva di quefto Maggior Confeglio fi riduca un giorno otiofa affatto j che fiano più le Cariche, che i Soggetti j che non fi dia cafa alle ripulfe per ì cattivi, al premio per i buoni ; che manchi chi fofìenga i pefi della Republica, che vi f ubentrì, chi non babbia for^e da foftenerli. lo mi confondo a quefie confiderà-tìonì, e lagrima il mìo cuore a tali rìfleffi. Ma già ne ve-