7-Ì RELAZIONE DI GIROLAMO SORANZO in tempo. Possiede molto bene la lingua latina, e si è sempre dilettato di conoscer le sue bellezze, in modo che, per quanto mi ha detto mimo. Navagero, che ne ha così bel giudizio, nei Concistori, dove è l’uso di parlar latino, dice quello che vuole e facilmente e propriamente. Si è anco dilettato di vedere i poeti, e li ha mollo familiari ; ha letto e legge tuttavia le istorie dei moderni, e ne prende gran piacere. Non ha Sua Santità studiato in teologia, onde ne viene che non vuole mai propria auctorilate pigliar in sè alcuna delle cause commesse all’ Uffizio della Inquisizione, ma usa di dire che, non essendo teologo, si contenta rimettersi in tutte le cose in chi ne ha il carico ; e sebbene si conosce non esser di sua satisfazione il modo che tengono gl’ Inquisitori di proceder per l’ordinario con tanto rigore contra gl’ inquisiti, e che si lasci intendere che più le piaceria che usassero termini di cortesi gentiluomini anziché di frati severi, nondimeno non ardisce o non vuole mai opponersi ai giudicj loro, nei quali interviene poche volte, facendosi per il più le cognizioni senza la presenza sua. Ma nelle materie e deliberazioni di Stato non vuole consiglio da alcuno, tanto che si dice non esser stato già molti anni pontefice più travagliato e manco consigliato di Sua Santità, non senza meraviglia di tutta la Corte, che , almeno nelle cose di maggior importanza, ella non voglia avere il parere di alcun cardinale, che pur ve ne sono molti di buon consiglio; e so che un giorno che Vargas (1) la persuadeva a farlo, ella se lo levò dinanzi con male parole. E in effetto si vede che, o sia che ella si stimi atta a risolver da sè tutte le materie che occorrono, oppure che conosca esser pochi o niuno cardinale che non sia interessato con qualche principe, onde il giudizio non può esser libero e sincero, si vede, dico , che non vuole servirsi di altri che del Cardinal Borromeo, e del segretario Tolomeo (2), i quali essendo giovani di poca o di niuna esperienza, ed ossequenti ad ogni minimo cenno di Sua Santità , si possono chiamare più presto semplici esecutori che consiglieri. Da questo mancamento di consiglio ne nasce che (1) Ambasciatore di Spagna. (2) Tolomeo Galli comasco, che fa poi cardinale nel 1565.