218 SECONDA RELAZIONE DI PAOLO TIEPOLO dalo di beili di fortuna , ma in nessun modo da Pio V adoperato. Ma successo questo Pontelice, che era creatura di Pio IV, non solo lo restituì alla cancelleria, ma ancora senza dargli più superiore o compagno (come aveva avuto sotto Pio IV i nepoti di lui, sotto il nome dei quali egli scriveva le lettere), lo fece solo disponitore delle cose di Stalo, con avergli ancora in questo tempo accresciuta l'entrata sua grandissimamente , sì che si fa conto eh’ egli al presente possa aver d’entrata ferma all’anno intorno 14,000 ducati, oltre quello che gli risponde la cancelleria, ed oltre molti altri comodi ed utili che in diversi modi riceve, in lui tanto più importanti, quanto più egli è nello spender parco. Così in lui particolarmente si vede quel che in Roma possa la fortuna , e per raro esempio si può addurre che monsignor Garimberto già suo padrone, che alle volte andando a cavallo se lo è fatto venir dietro a piedi, fin a questi giorni che è vissuto, riceveva a grazia e favor segnalato d’esser da lui gratamente alla sua visita ricevuto. Ma quanto maggior onore ed utile, tanto più invidia ed odio gli porta questo così principale ed importante carico, senz’ altro esempio ai nostri tempi così lungamente da lui sostenuto ; perciocché i nepoti e il figliuolo del Papa, tenendosi per questo sprezzati, non possono tollerarlo , e poiché essi non ardiscono , lian fatto far dai cardinali offici mollo efficaci col Papa acciocché egli, rimovendo lui, desse ad alcun di loro questo loco, con deputare, se non li reputasse a tanto carico sufficienti abbastanza , alcuna persona principale appresso a loro , che in questo li aiutasse, come gli altri papi son stati soliti di fare coi nepoti. Ma o sia che il Papa conosca la imperfezione dei nepoti, e non giudichi di poter esser dal mondo approvato se desse il carico al figliuolo, o che si ritrovi, come si deve credere, molto bene del Cardinal satisfatto, se ne è dimostrato sempre alieno. Sono i nepoti dei quali parlo i due cardinali San Sisto e Guastavillani, 1’ uno figliuolo del fratello , e 1’ altro della sorella di Sua Santità, il primo di 29 e l’altro di 33 anni; de’quali il primo essendo Legato in questa città alla venuta