362 DELAZIONE DI PAOLO PARITA sciula la sua riputazione. Di che molti chiarì esempi di diverse età se ne leggono nell’istorie ; tra’quali il successo di papa Alessandro con l’imperatore Federico Barbarossa si conserva non pure ad esaltazione della dignità e maestà pontificia , ma a molta e vera gloria della pietà di questa serenissima Repubblica. E questa istoria si vede anco dipinta nella sala dove il Pontefice suole ricevere le solenni ambascerie di teste coronate, che è però detta Sala de’ Re, e nella quale vengono anco ammessi e ricevuti gli ambasciatori della Repubblica. E tutti i principi cristiani, per l’ordinario, desiderano e procurano la grazia e amicizia del Pontefice, come padre universale e principe di suprema autorità nelle cose spirituali ed ecclesiastiche. E ciò si fa con maggiore studio , non pure perchè così convenga di fare per zelo di pietà e religione , e per servare l’ordine debito e naturale di riconoscere un capo sotto il quale si uniscano tutti quelli che comunicano insieme, vivendo nella fede cristiana e cattolica ; ma ancora per prudenza civile, perchè al rispetto de’ loro stati temporali torna di grande comodo che il romano Pontefice si mostri ben affetto, ricevendone molti utili e riputazione. Conciossiachè dalla Sede Apostolica nascono molte grazie, la concessione delle quali è riposta nella potestà del Pontefice ; come le decime, sussidi, crociata, ed altre cose che passano sotto diversi nomi, e onde vengono i principi a traggere da’ loro medesimi Stati e sudditi somme grandissime di danari per i loro bisogni. Tanto che al presente il re di Spagna di queste tali concessioni, che ogni cinque anni, da un tempo in qua, gli vengono successivamente dalla autorità della Sede Apostolica confermate , per 1’ ampiezza de’ suoi Stati, e principalmente dell’Indie , ne traggè circa due milioni d’oro. Onde, è noto che quando, con l’andata del signor Giovan Francesco Aldobrandini, nipote del Papa, alla corte di Spagna, per trattare sopra gli aiuti da darsi all’ imperatore contra Turchi , fu al re posto in considerazione, e fatto a nome di Sua Santità quasi certo protesto, che mancando egli a questo debito gli sarebbono state levate quelle grazie , le quali godeva per concessione della Sede Apostolica a fine principal-