502 RELAZIONE DI GIOVANNI DOLFIN l’entrate ili quello Stato, che si avevano immaginato poter ascendere alla somma di 400,000 scudi, con difficoltà arriveranno a 200,000, e forse non passeranno 150,000; oltre che se la nobiltà partirà, come si va giudicando per i disgusti e male soddisfazioni che passano , partirà ancora la maggior parte del popolo ; e la città , d’una delle principali d’Italia che era , potrebbe facilmente ridursi in una piazza di guerra, essendo cosa certa che i nobili e il popolo si darebbono volentieri a qual principe si volesse per uscir dalle mani dove si trovano ; e tulli, quando parlano di questa Serenissima Repubblica , parlano con gran reverenza e con gran desiderio di dover obbedirle un giorno. Con tulio ciò, anche in questa maniera è quel possesso molto considerabile alla Chiesa, perchè farà fronliera e sarà antemurale a tulli i suoi Stati. Ma tornando al nostro proposilo, riesce molto più considerevole per la navigazione la città di Ancona, la qual resta per le sue solite pretensioni della navigazione col suo antico rancore, sendo tornala in qualche speranza di poter accrescere il commercio mercantile per le esenzioni e privilegi dati dal Papa a’ levantini e forestieri. E con questo fine di giovare al porto di Ancona furono poste le 12 percento con quelle querele ile’Bolognesi e sudditi della Romagna che so aver scritto più volte, e con quel risentimento del sig. duca d’Urbino che possono pensar le SS. VV. EE. per loro prudenza, sendo finalmente egli solo restato dannificato ed offeso; poiché tutti gli altri sudditi della Chiesa continuano a godere il solilo benefizio colla sospensione del duca, E sono informato che in Ancona le 12 per cento non si fanno pagare interamente a gran giunta, ma mostrano di usar certa cortesia , e tolgono poco più dei soliti pagamenti, conoscendo che da pelli e ciambellotli in fuori non compariscono allre merci in quel porto, e che gli Stali della Chiesa patirebbono troppo senza l’aiuto di questa città. Quelli che hanno ricordalo le dodici per cento hanno creduto che Vostra Serenità fosse per far grave strepito, e che si fosse per mettere la cosa in negozio, e per tal via venire a qualche composizione per la navigazione; ed io n’ho avuto dai cardinali Camerino e Cesis diversi inviti per via di