182 II HI,AZIONE DI PAOLO TIEPOLO quale suole alle volte giovare grandemente al corpo, o altra cosa occulta, egli è andato di giorno in giorno migliorando, di modo che adesso è fatto non solo sano, ma ancora gagliardo , onde generalmente si crede eh’ egli potrà aver vita per molti anni (1). Questa tanta diversità de’due pontefici parerà manco meravigliosa a chi avrà notalo come soglia quasi per l’ordinario avvenire che i pontefici, secondo che succedono l’uno all’altro, siano tra loro contrari e diversi, o sia che i cardinali, sazi di quello che hanno un tempo provato, cerchino il contrario, o sia perchè i pontefici pensino di dover dare tanta maggior sodisfazione di loro, quanto più si allontanano dall’ uso del predecessore, o pure per un certo particolare influsso di Roma, dove pare che niuna cosa possa lungamente conservarsi in un medesimo stato; sì che sino all’aere, per sè inconstante, pare che in Roma sia più soggetto a mutazione che in qual si voglia altro luogo. Però a tempo di questo Pontefice abbiamo veduto in una mattina sola dall’ un canto far morire il Carnesecchi in Ponte , che era stato dal precedente pontefice assoluto (2), e dall’altro restituire l’onore, poiché non si poteva la vita, al cardinal Caraffa e al duca di Paliano, con giudicare ingiusta ed iniqua la sentenza fatta da Pio IV contro di loro. Io credo che sia a proposito in questo luogo che sotto brevità si renda conto della condizione e qualità de' cardinali , che tengono così degno e privilegiato grado di onore in tutta la Cristianità e nella Chiesa di Dio, acciò che questa parte non sia in tutto lasciata indietro. Si trovano ora i cardinali essere 58, dei quali uno ne fu creato da Leone X, dodici da Paolo III, sette da Giulio III, tre da Paolo IV, trenta da Pio IV, e cinque da Pio V. Di questi alcuni sono ricchi di venti, trenta, quaranta e sino (1) Il pronostico de’ medici e degli astrologhi fu più sicuro di quello del Tlepolo, perchè Pio V, Tenuto a morte il 1.° maggio del 1572, sopravvisse appena tre anni dall’ epoca di questa Relazione. (ì) Pietro Carnesecchi fu decapitato e bruciato in piazza di Ponte il 3 ottobre 1567 convinto di 34 capi d’eresia. Aveva già corso egual pericolo sotto Pio IV, ma Cosimo potè ottenerne la grazia; cosa che non potè o non volle da Pio V.