58 REI.AZIONE DI LUIGI MOCENIGO sempre restò supcriore e vincitore ; e dicesi che in poco tempo caverà di entrata da quello Stalo 200 in 300,000 scudi, che aggiunti a quelli che ha, sarà padrone di un milione d’oro d’entrata; dico che caverà d’entrata del Senese tanti danari, perchè ormai s’intende che quest’anno, di pascoli soli d’animali, ne ha tratto forse scudi 50,000, ed ha poi molti terreni, i quali può facilmente ridurre a coltura , de’ quali caverà un’entrata grossissima. Vi sono poi in questo Stato forse otto o dieci fortezze d’importanza, e sebben li manca a possederlo tutto, li luoghi di marina, che sono Port’Ercole, Talamone ed Orbelello, tenuti ora per il Re Cattolico, si crede però che con l’occasione, e con li partiti che farà opportunamente ad esso Re, possa facilmente e presto acquistarli. In questo mezzo Sua Eccellenza, per intertenersi il meglio che poteva con la nobiltà e popolo di Siena, ha usati tutti i modi di clemenza e liberalità che ha potuto ; ha perdonato a tutti li fuorusciti ; ha conceduto quante grazie li sono state dimandate ; ha voluto che per tre anni niuno sia astretto per debiti civili, acciò che ognuno possa riordinare le cose sue; ha concessa esenzione per alquanti anni alli contadini forestieri che verranno ad abitar il Senese; e finalmente ha dato provvisione e intertenimcnto di dieci fino a venti scudi al mese a molti gentiluomini Senesi fatti poveri in quella guerra, sebben molti di essi gli sono stati contrari, e non ha toccato finora, per quanto intendo, l’entrate pubbliche, ma comandato che di quelle si paghino li debiti fatti dal pubblico nella guerra passata. Ma veramente la miseria di quella città e territorio non si potria da un uomo di Repubblica , come son io, esponere se non con grandissimo dolore ed effusione di molte lagrime. Questo solamente voglio dire, che il popolo di quella città, di 40 o 50,000 anime che era, è ridotto in 10,000 o poco più , che la si vede senza botteghe, senza artefici , e tutta piena di mestizia ; e quelli territori eh’ erano tutti pieni di giardini e di case, ora sono tutti rovinati, tagliati li arbori e le viti, e restate tutte le fabbriche senza coperta, solamente con le mura in piedi ; nè voglio restar di dire alla Serenità Vostra che ho veduto nella città di Siena,