190 Un ideale di pietà e di contrizione ispirava a opere di fede. Cappelle, basiliche, chiese, pie fondazioni, monasteri si moltiplicavano per voti e offerte di timorate coscienze, con iniziativa assai meno mistica di quanto suggerisca la leggenda (1), senz’ombra di comando divino, per sentimento tutto umano e non meno sublime. Esso stringeva in unità d’intenti l’imperativo dovere di una religiosità profonda e sincera, d’ordine universale, e quello civico della patria terra (2). In passato sorgevano per calcolo di governo. La fabbrica della basilica torcellana del felice tempo bizantino è buon testimonio. Sorgevano ora per spontaneo impulso dell’animo di una gente, che creava la sua chiesa, espressione di sentimenti, di idee, del suo essere gelosamente indigeno. Gli uomini di governo non erano animati da diversa volontà (3). Indirizzarono le loro cure a costruire la grande basilica con analogo fine. Ma prima che esigenze politiche decidessero a tale opera, per soddisfare i bisogni spirituali bastavano la basilica di S. Giorgio e la chiesa di S. Teodoro (4) : si preferivano le fondazioni mo- è dimenticato, io credo, il punto di partenza : la chiesa veneziana è una chiesa nuova, che, sorta sopra il vecchio tronco metropolitano, trasforma e rinnova la natura dell’ ordinamento giurisdizionale e la sua funzione, e ricostruisce l’ordine episcopale e quello metropolitano in stretta aderenza a quelli civili. Si veda per ora sopra tale problema, Rossi, Studi storici, Bologna, 1890, p. 48 sgg. ; Besta, Un sigillo cit., p. 308 sgg. (1) Origo cit., p. 31 sgg., 35 sgg., 57 sgg. (2) Cfr. la donazione a favore di S. Ilario dell’ 819 (Gloria, Cod. dipi, pad., I, 6 sgg. ; Documenti cit., I, 71 sgg.), il testamento di Giustiniano del 829 (Gloria, Cod. cit., p. 23 ; Documenti cit., I, 93 sgg.) e quello del vescovo Orso del 853 (Gloria, Cod. cit., p. 22 sgg. ; Documenti cit., I, 114 sgg.). (3) Iohan. Diac., Chronicon cit., p. 109 : Iustinianus maximus ecclesia-rum adtor. (4) La costruzione della chiesa di S. Teodoro, attribuita all’attività di Narsete, (Origo cit., p. 65 sgg.), comunque si identifichi, è leggenda (Cfr. Galli, La storia cit., p. 769 ; Saccardo, L’antica chiesa di S. Teodoro in Venezia, in « Arch. Ven.», XXXIV, 94 sgg.; Marangoni, L'architetto cit., p. 28 sg.). Non sono forse del tutto fantastici i lineamenti descrittivi da essa fomiti : riflettono però un’età più tarda. È da dubitare che all’epoca dei Particiaci fosse una dipendenza diretta del palatium. Il duca Giustiniano nel suo testamento non ne parla : invece la basilica del palazzo, cui compete il servitium dei monasteri di S. Zaccaria e di S. Ilario, pari a quello dovuto al vescovo di Olivolo, è quella di S. Giorgio. (Gloria, Cod. dipi, pad., I, 12 ; Documenti cit., I, 94). Anche dopo