DI FRANCESCO CONTA RI NI. 1589. 439 del Granduca, perchè sebbene si mantengono i magistrati antichi come al tempo della repubblica, tuttavia non devengono ad alcun giudizio se prima, intervencndo^la persona del segretario di S. A., non intendono qual sia l’intenzione del Granduca, il qual suole regolar i giudizi come più gli piace. Non ha consiglio di stato che sia fermo e determinato; solameute in alcune cose prende il consiglio del cardinal dal Monte vescovo di Pisa, di Camillo dal Monte e del colonnello Dovara; ma poi risolve come più gli pare, essendo d’ingegno vivissimo, pratico de’ negozi, e si può dir allevato e nutrito in essi. Si ritrova a quella corte don Pietro de’ Medici fratello di Sua Altezza, di spirito elevato e di pensieri molto alti, in maniera lale che diffìcilmente può moderar questi suoi straordinari affetti (1). Cerca perciò il Granduca ogni via possibile di tenerselo grato e ben affetto, parendogli così ricercar il suo servizio. Per questo lo richiamò subito di Spagna quando successe nello stato, e con segni straordinari gli dimostrò la grandissima stima che faceva della sua persona ; la qual essendo favorita da’ Spagnuoli, e intendendosi con alcuni dei cittadini fiorentini, potrebbe, sendo disgustalo, apportargli qualche travaglio. Oltre don Pietro, sonvi ancora don Giovanni pur fratello del Granduca (2) e don Antonio suo nipote (3), tutti due nati d’illegittimo matrimonio, i quali dipendendo solamente dalla semplice persona del Granduca, nè avendo altri fini, se gli mostrano sopramodo obbedientissimi e ossequientissimi; poiché da lui dipende ogni lor bene. Si ritrova ancora molli suoi domestici e antichi servitori, i quali con grandi offìzi e benefizi ecclesiastici non manca di riconoscere secondo il merito loro. I sudditi universalmente restano soddisfattissimi del governo di questo principe, poiché ha ordinalo per tutto il suo stato che ad ognuno si faccia presta e buona giustizia, che (1) Tanto straordinari (e certamente il Contarmi nello scrivere se ne ri-cordava) eh’ egli uccise, come è noto, di propria mano la moglie Eleonora di Toledo nella villa di Cafaggiolo la notte dell'11 luglio 1576. (2) Nato a Cosimo I nel 1567 da Eleonora degli Albizzi. (3) Nato, o più veramente supposto dalla Bianca Cappello a Francesco 1, vivente ancora la Granduchessa Giovauna d'Austria.