DI COSTANTINO MOI.IN. 1583. 115 restava, e quell’ artiglieria che già ridotta ¡11 Carmiguola poteva servir loro ad infestar di nuovo l’Italia con l’armi e con 1’ eresie. Il marchesato di Monferrato, che gli è nelle viscere, pretende Sua Altezza di poter evidentemente sostentare che sia suo per donazioni e contratti espressi, e come devoluto per mancamento di linea a’suoi predecessori padroni del diretto dominio. Ad occupare questo marchesato era per ciò mollo fissamente applicalo il sig. Duca passalo, ed è parimente questo, avendone sempre 1’ uno e l’altro parlalo assai vivamente, penetrandogli 1’ anima con molta amaritudine che un principe inferiore gli occupi così bello e grande Stalo, che oltre un gran numero di buoni castelli ha (re citlà, ed è tulio fertilissimo. Che sebben nel possessorio ebbe il sig. Duca di Mantova da Carlo V una sentenza in favore, si pretende essere stata ingiustissima, e cavata con tant’oro di mano de'suoi ministri. Colle genti, che l’anno passato s’impiegarono contro quei di Ginevra, fu veramente il primo pensiero, ma secre-tissimo (e del quale sentirebbe malainenle Sua Altezza che si ragionasse) di occupar all’improvviso alcuna terra del Monferrato, e fu mandalo il sig. Ferrante Vitelli medesimo a Casale per riconoscerlo; ma tornalo riferì che non vedeva come si potesse far cosa buona ; con che restarono gli animi assai sospesi. Si scoprirono intanto, come occorre con la dilazione, questi pensieri, e tulli i luoghi del marchesato, nei quali si poteva temere, cominciarono a star vigilantissimi e molto ben provvisti. Oltre che si può tener per certo, che quando si fosse fatta qualche novità, si sarebbe venuto alle mani con i ministri di Milano, i quali si mostravano risoluti d’aiutare il duca di Mantova come raccomandato alla protezione di Sua Maestà Cattolica, alla quale ancora può essere che paresse pericoloso per le cose sue ogni accrescimento di stalo che potesse fare Sua Altezza in quella parte, dubitando che in qualche occasione tutto dovesse maggiormente facilitare ai Francesi l’impresa dello Stato di Milano. Però temendosi che così si accendesse una pericolosa guerra in Italia, fu chi, per divertirne il pericolo, propose i pensieri di Ginevra, sebben con