384 RELAZIONE DI UKI1INO /ione più distintamente procedere, e le SS. VV. EE. più facilmente comprendere quanto io riferirò, mi pare, innanzi che io vada più oltre, che sia bene proponer per capi quelle cose che sono per dire. Dirò dunque prima e brevemente come alla commissione che mi è siala data per questo Ecc. Senato io dessi esecuzione; parlerò della persona del sig. Duca, della sua corte, e specialmente di quello si appartiene alla giustizia; considererò il suo sialo e gli abitanti del paese con tulle le cose appartenenti a quello ; dirò intorno alle sue forze quello ho poluto intendere ; e i modi e beneficii che questo stato può trarre dall’aver questo Duca a’suoi servizi. La qual parte (Inila, finirà anche il mio parlare. E venendo alla prima parie dico che, essendomi messo in viaggio secondo l’ordine della Serenità Vostra, e giunto a Pesaro, mi vennero ad incontrare molli gentiluomini, capitani e quasi tulio il popolo della citlà, e fui ricevuto con tanto onore che non si potrebbe desiderar più. Il secondo giorno dappoi, essendomi inviato per Urbino, ritrovai due miglia e più fuori della terra il sig. don Giulio duca di Sora, fratello del sig. Duca, ch’era venuto per incontrarmi; il quale mi disse che in ogni altra occasione il sig. Duca sarebbe venuto personalmente a fare il medesimo officio per la infinita riverenza eh’ egli porta a questo Ecc. Senato, ma che Sua Eccellenza era stata astretta dal costume di tutti i suoi maggiori, ch’era in simili casi di morie de’ congiunti starsene fuori della città soli larii ; e che S. E., particolarmente oppressa da gravissimo dolore e straordinario, perciocché straordinariamente egli amava la sua consorte, era stato continuamente dopo la morte di lei, e tuttavia si ritrovava con pochissime persone in luogo remoto. Venne poi S. E. la seguente mattina nella città. Andai a far l’olfizio che mi fu imposto dalla Serenità Vostra e dalle SS. VV. EE Sua Eccellenza mi venne ad incontrare fino alla camera della sua sala ; la ritrovai molto addolorata, e cercai di condolermi e consolarla con quelle più efficaci ragioni e miglior forma che mi sovvenne; ma di questo e d'altre cose tali avendone data particolare uotizia per mie lettere alle SS. VV. EE , le toccherò così brevemente. Venne il sig. Duca