Poichè il dovermi incamminare in Spagna ad al Irò servizio di V. S. non permette che, consolandomi costi della sua presenza, possa io dar compimento a quello che gli anni addietro ho trattato in Piemonte, riferendole ciò ch’io sia venuto avvertendo nello spazio di trentasette mesi, che tanti a punto ho servito V. S. alla corle del sig. duca di Savoia; porterò col mezzo di questo mio discorso all’ EE. VV. tutti quei più sostanziosi accidenti che mi parranno convenirsi alla notizia ed al commodo del servizio loro. Onde ommessa qualsivoglia minuta ed infruttuosa considerazione, con ogni possibile brevità riferirò prima quei più importanti avvenimenti, che come conseguenze delle prime, furono, se non causa, fomento almeno delle seconde guerre passate; e dietro questo, la considerazione degli stati, delle forze, delle entrate, delle pretensioni, della volontà, e della persona del sig. duca di Savoia; che sul £ principio della mia ambasceria trovai principe di grande stato, ma non di picciole perturbazioni, e sul fine lasciai in qualche diminuzione di stati, ma in accrescimento di quella quiete che già quattordici anni intieri non aveva potuto godere. Dopo dunque una lunghissima trattazione, seguì finalmente in Vervino fra le due corone (Francia e Spagna) la pace , che V. S. fin l’anno 1598 aveva inteso (1), con quel vantaggi) Veggasi la nota a pag. 217. 30