L essere il signor duca di Savoia principe italiano, signore d’ uno stato grande posto alle frontiere d’Italia e nella congiunzione di grandissime provincie, come l’ha fatto stimar sempre grandemente nel mondo, cosi, per esser quasi che ai confini di questo Serenissimo Dominio, è riuscito a soddisfazione di Vostra Serenità avere dagli ambasciatori che ha tenuti presso quell’ Altezza particolare relazione delle cose sue. Ai quali rispetti aggiungendosi i movimenti d’ arme che ultimamente sono stati in quelle parti, e 1’ essersi di più in queste occasioni conosciuto non meno le forze di questo principe che i disegni suoi, il modo che ha di offender altri e di difendere sè stesso, voglio sperare che non abbia ad esser discaro a V. S. l’intendere quel poco, che nel corso di trentasei mesi che io Ito servito a quella corte, ho potuto raccogliere degno dell’ intelligenza Sua. Non è alcuno che non sia molto ben chiaro, che 1’ acquisto che il sig. duca di Savoia fece di tutto quello che il re di Francia teneva di qua da’monti, che si comprende nel marchesato di Saluzzo, sia stato principio di tutte 1’ altre mutazioni che sono seguite; perchè gli Svizzeri, per divertirlo dal proseguire in quella intrapresa, essendosi mossi, applicò di nuovo l’animo Sua Altezza alle cose di Ginevra; e passato i monti con un fortissimo esercito, che era la maggior parte