196 KELAZ. DI SAVOJA DI F. VENDRAMIN. 1589. sarebbono falli varj discorsi per tutle le corti con poco servizio della strettissima unioue che è stata sempre fra quella casa e la Serenità Vostra; ma piacque al Signore Dio che, non senza qualche industria, s’accomodassero le cose in maniera, e con dignità di questa Serenissima Repubblica, che restasse di venir l’ambasciatore suddetto a far simili utiìcj di poco gusto; e finalmente pare che sia restata Sua Altezza con soddisfazione, per quanto si può comprendere dalle parole e dai segni esteriori dei principi; non potendosi però negare che Sua Altezza (come ho detto) non sia molto sensitiva, e che per 1’ unione del re Cattolico non abbia ora grandissime pretensioni ; dicendo però lei di non voler dipendere da alcun principe, e di non esser nè francese nè spagnuolo, ma solamente principe italiano; nel quale concetto le piace sommamente di esser temila dal mondo. Con la natura di questo principe gioverà sempre infinitamente la destrezza e la maniera dei ministri ; per la prudenza ed il valore dei quali Vostra Serenità può promettersi ancora da questo principe di quelle comodità, nelle occorenze di questo stalo, che si sono ricevule altre volte dai suoi progenitori; potendo essere ancora un giorno il sig. Duca capitano generale d’ una lega per mare, come egli brama; avendo l’animo applicato, come si vede, alle cose di guerra, e dovendo con gli anni accrescersi la prudenza unitamente col valore in un principe di tanto ingegno e di così elevati pensieri. Ma sopra ogni cosa è Sua Altezza meritevole di essere stimata d’ avvantaggio di molti dei suoi progenitori per la congiunzione e per la dipendenza ch’ella tiene col re Cattolico, il maggior principe, a questi tempi, della Cristianità. Quanto alla serenissima Infante, ella sarà sempre della medesima volontà del sig. Duca suo consorte, e seguiterà in tulle le cose il proprio affetto dell’ Altezza Sua (1). (1) Conclude lodando il suo segretario Pier Finelli, morlo pur allora, e pregando che gli sia conceduta la collana donatagli al suo partire di corte.