cel segretario caroldo. 1520. 325 rire (1). Le principali famiglie di Novara sono i Cassii ed i Tornielli ghibellini , ma per la maggior parie fedelissimi a’francesi. Guelfi sono gli Avogari, i dalla Porla, i Bouiper- li ec., e aderiscono alle sopradetle due famiglie. Il marchese Obizzino Cassio ha pensione dal re, oltre che ebbe in dono Mortara ed altre buone terre ; il figlio del conte Manfredo Torniello è pensionano. In Como è solamente la famiglia Busca ghibellina mollo nobile, e il resto sono per la maggior parte mercadanli di lana e ghibellini, e così lutto il lago, da due terre in fuori molto grosse e mercadantesche, videlicel Torno e Menaggio, le quali sono guelfe inimiche di Como. Nel monte di Brianza. sono molte nobili famiglie di ghibellini, e quasi tutti i brianzeschi sono ghibellini, inimici dei bergamaschi. Nel Sevre (2) sono molte famiglie di ghibellini e di guelfi. Sevre è un paese che anticamente si chiamava Insubria, nel quale sono molte grosse terre, la maggior parte de’ghibellini; pur vi è Varese e Castiglione de’guelfi ed altri lochi. Ora le parti stanno quiete, ma in mutazione di stato ritorneranno a tor 1’ armi in mano come si è veduto. Il duca di Savoia (3) è guelfo e mantiene parte guelfa, e tutto il Piemonte è guelfo. Il sig. Prospero (Colonna) fu fatto prigione da’francesi, perchè quelli di Piemonte facevano intendere di punto in punto tutto quello che faceva a’francesi. Mon-dovì è tutto ruinato per i partiti. Mons. della Morella è il principale della parte guelfa in Piemonte; tutlafiata il presente duca di Savoia intertiene eziandio i ghibellini con mala contentezza de'guelfi. Mons. della Moretta è gentiluomo del re, grandemente amato da Sua Maestà; i Valperga sono ghibellini. (1) E noia la storia di questa infelice più generalmente conosciuta sotto il nome di Beatrice di Tenda. Nel liti rimasta vedova di Facino Cane in età di 40 anni, fu sposata da Filippo Visconti, che ne aveva 20. Quattro anni dopo accusata a torto od a ragione di adultera corrispondenza con Orombello, furono entrambi, per ordine del Duca, decapitati nel castello di Binasco. (2) Val d’Intel vi. (3J Era allora Carlo 111, che mori, dopo un infelice regno di quasi 50 an-ni, nel settembre del 1553.