308 RELAZIONE UI l UBINO Serenità Vostra e da altri principi, eglino non avrebbon po-luto nè potrebbe il Duca presente portar il peso di spese così grandi. Il Duca nel prendere il grado di governator generale ba speso straordinariamente 15 mila scudi, e tutte queste spese son falle da Sua Eccellenza, oltra i pagamenti de’salari de’magistrali e d’altri ollìciali delle sue città, ed il trattenimento a quei capitani che non può inlertenere col modo ch'egli ha da questo stato. Fra’quali si trovano al governo della fanteria il conte Orazio, il colonnello Antenore, il capitano Pasqualino Albanese, che sono uomini segnalali per fanti quanto altro in Italia per condurre un grosso e buon esercito. Si ritrovano da 50 capitani, tra’quali se ne veggono da forse 28 nel ruolo dei leggeri che Sua Eccellenza inlerliene con molla sua spesa. Nelle gendarme vi sono il capitano Ricciardo Cropello, il capitano Sebastiano da Fermo, il cavaliere Ferrarese, il capitano Cotton e diversi altri atti a governare una grossa e buona banda di gente d’arme. Ha anco Sua Eccellenza il conte Chimente , il sig. Biordo da Orlona, mess. Sebastiano Bonaventura, Giannantonio da Cesena ed altri diversi, che tutti hanno avuto carico alla guerra di gendarme molto onoratamente. Ne'cavalli leggeri il capitano Prete, il capitano Agnello, il capitauo Cesare, ii capitano Alessandro dalla Carda e molti altri, che sono stati e sono di gran credito nel governo de’ cavalli leggeri. Al servizio di Sua Eccellenza sono il sig. Ranieri dal Monte capitano delle lance spezzate di Sua Eccellenza , il sig. Montino dal Monte , il sig. Cerbone dal Monte, il conte Antonio Landriano, il conte Iseppo Landriano, il conte Ascanio Gonzaga, tutti uomini da governo e da potersi adoperare in ogni bisogno. E questo intertenimento che egli dà ad alcuni soldati di qualità, parte è per volontà e parte per una certa obbligazione che gli par avere facendo questa professione che han falla tutti i suoi passati, che quella casa sia come ricetto d’uomini di valore; de’quali che han levato le insegne diverse volte ho inteso eli’ egli n’ ha trenta e più. D’artiglierie e munizioni non si sa ch’egli n’abbia quantità, oltra quei pezzi ch’ebbe il padre a Cremona, a Lodi ed a Pavia, benché quello che ha questo carico disse un giorno