DI ALVISE LAMIO. 1580 457 allre «lue poi, essendo che egualmente vi cadano sotto i nemici scoperti ed i sospetti , si fa che ognuno proceda tanto chiaramente e tanto cauto, che il principe può promettersi ed assicurarsi della mente e delle azioni de’vassalli. I quali tutti essendo o nobili o popolani, e non potendo il nobile fabbricare o condurre a fine alcuna macchinazione senza l’aiuto del popolo, favorito scopertamente dagli spagnuoli contra nobili specialmente nelle cose di giustizia, onde avviene eh’ egli sopporta poi pazientemente le tante e così gravi estorsioni loro; e il popolo vanamente essendo sempre per prorompere nei tumulti senza la guida e la sponda del nobile; si è disseminata e nutrita in maniera la discordia Ira loro, che vivendo disuniti in manifesta malevolenza resta anco per questo capo il regno gravemente indebolito in sè stesso. Oltre che tra i nobili stessi da’ medesimi spagnuoli si mantiene anco viva una odiosissima dissensione, favorendo essi più questo che quell’ altro, ed esaltando talora i nemici di questo e di quello; di modo che con questa disunione d’ animi restando smembrate anco necessariamente le forze del regno, pare che possa il re di Spagna non temere d’alcun importante motivo de’vassalli, e tanto maggiormente non avendo essi dove raccomandare i loro pensieri per lo stato delle cose d’Italia (favorevole, come sopra è discorso, alla quiete desideratavi da’ spagnuoli), e per la debolezza de’nemici forestieri, ma principalmente per 1’ ossequio che si fa dal re alla Sede Apostolica ; con la quale ha egli acquistato tanta autorità, che ha grandissima parte oggidì nell’elezione del papa (avendo molli cardinali obbligati, e per pensioni che sono loro pagale in Ispagna, e per vassallaggio, e per avere avuto parte nella loro assunzione), e a lui il papa vie più sempre si stringe per le particolari grazie che ne riceve ne’suoi parenti ; talché, come ho detto di sopra, anco con questo mezzo tanto necessario cerca il re di conservarsi la possessione di questo regno ; nel quale, senza ricercar troppo lontano gli esempi, si sa quanta alterazione causassero i motivi già di Clemente VII, e ultimamente di Paolo IV. La buona intelligenza adunque con la Sede Apostolica e con gli altri principi d’Italia, e l’aver mortificato in